Plumcake al grano saraceno di Marco Bianchi

19 mag

Per chi non lo conoscesse, Marco Bianchi è un figo – sappiatelo. Non solo perchè è un gran bel ragazzo (che non guasta mai) ma soprattutto perchè è un divulgatore scientifico nell’ambito nutrizionale per Smart Food e per la fondazione Umberto Veronesi. In pratica, tramite mezzi cartacei, virtuali (blog e facebook) e televisivi diffonde le sue conoscenze scientifiche applicate alla nutrizione… tradotto in parole povere: dispensa ricette sfiziosissime realizzate con ingredienti sani, “alternativi” e ricchi di sostanze ottime per l’organismo.

Fette dall'alto

Il plumcake che vi mostro oggi viene proprio dalle pagine di uno dei suoi libri usciti con il Corriere della Sera qualche settimana fa – nello specifico quello dedicato ai dolci, ovviamente. Ho fatto delle modifiche minuscole, non credo di aver alterato molto la sostanza del dolce. ;)

E’ una ricetta incredibilmente semplice, che non richiede nemmeno l’uso di una bilancia, per un dolce perfetto come colazione e merenda per tutti… soprattutto per chi ha un occhio di riguardo per la salute, oltre che per il gusto. Questa preparazione infatti fornisce calcio, ferro, magnesio e zinco… ed è completamente senza glutine. Meglio di così!
Ed è buonissimo eh, garantisco!

Plumcake cotto

Ecco qua come prepararlo…

Ingredienti:
1 vasetto di yogurt bianco
3 vasetti di farina di grano saraceno
2 vasetti di zucchero integrale di canna
2 albumi
1/2 vasetto di olio extravergine di oliva delicato
1 bustina di lievito vanigliato per dolci

Procedimento:
Versate in un recipiente il vasetto di yogurt, poi usatelo come misurino ed aggiungete la farina mischiata al lievito e lo zucchero; mischiate il tutto.

Ingredienti
In un altro recipiente montate a neve gli albumi, poi aggiungeteli al composto appena realizzato ed incorporateli con un movimento dal basso verso l’alto. Infine versate l’olio ed amalgamate bene.
Versate il composto in uno stampo da plumcake e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti (il tempo potrebbe aumentare un po’ se come me avete uno stampo in silicone – in quel caso, per non bruciare l’esterno, ad un certo punto abbassate la temperatura del forno e mettetelo in ventilato).

Plumcake crudo

Ah, non preoccupatevi per la strana consistenza dell’impasto: non è nè liquido, nè appiccicoso… è una specie di blob lucido che non si attacca a niente, ma va bene così: dopo la cottura sarà perfetto e vi farà dimenticare questa stranezza! :D

Quando servite il dolce, potete guarnirlo a vostro piacimento… io ho usato una marmellata ai lamponi senza zuccheri aggiunti, ma potete scegliere altre marmellate, oppure ancora miele, crema al cacao, frutta secca… decidete voi!

Plumcake con marmellata

E’ un plumcake molto morbido, dall’impasto compatto, circondato da una bella crosticina croccante (grazie anche alla presenza dello zucchero di canna) che adoro.  Il sapore non è troppo dolce, si presta bene ad essere abbinato ad una marmellata… come se fosse una fetta biscottata! Ovviamente il gusto del grano saraceno si sente molto, quindi deve piacervi se volete provare questo dolce.

Plumcake in prospettiva
Io comunque ve lo consiglio vivamente, e ringrazio Marco Bianchi per questo ed altri spunti interessanti che mi sta dando! :)

Anche il mio Toffee apprezza e approva!

Toffee e Marco Bianchi

Gluten free blueberry muffins!

13 mag

Ovvero, parlando come magno: muffin ai mirtilli senza glutine. :)

Ormai sono diventata una stalker di Alessandra di Volevo fare lo chef. Ho quasi perso il conto di quante ricette di dolci ho preso dal suo blog… ma oh, non è colpa mia se son tutte così interessanti e belle, tanto da farmi venire l’acquolina in bocca anche solo leggendole su uno schermo!
Quindi eccomi qui, di nuovo, a proporvi la mia versione di un suo dolce: i B.B. muffins. A dire il vero stavolta ho variato veramente poco la ricetta… ma ve la racconto comunque a modo mio.

Mirtilli

Ho scelto i suoi dolcetti perchè cercavo qualcosa che contenesse sia i mirtilli che la farina di riso… ormai prima di googlare una ricetta vado direttamente nel suo blog a cercare ispirazione. Stavolta, come spesso accade, l’ho trovata immediatamente e da google non ci sono nemmeno passata.

Fra l’altro, questi mi sembravano particolarmente adatti per la giornata… essendo la festa della mamma, volevo preparare una sorpresa alla mia – che ha passato tutto il giorno al seggio elettorale. Per cui le ho confezionato un muffin e gliel’ho fatto portare dal postino (mio babbo)… in cambio ho ricevuto un sms che mi ringraziava e dimostrava il suo apprezzamento!

Muffin con fiori di calendula e timo

Quindi insomma, eccoci qua con dei muffin profumatissimi, leggeri e senza glutine!

Ingredienti (per 12 muffin):
150 g di farina di riso
150 g di fecola
120 g di zucchero
2 uova
100 g di burro
100 g di mirtilli
100 g di banana
10 g di lievito vanigliato per dolci

Procedimento:
Per prima cosa, sciogliete il burro (io uso sempre il microonde, 600 W per un minuto o poco più e il gioco è fatto) poi lasciatelo raffreddare.
In un recipiente montate le uova con lo zucchero finchè non otterrete un composto chiaro e spumoso. In un altro recipiente mischiate la farina di riso, la fecola e il lievito, poi unite questi ultimi al composto di uova e zucchero, alternandoli col burro fuso. Dopo aver fatto questo, aggiungete la banana schiacciata con la forchetta (o frullata) ed amalgamate bene. Infine, versate anche i mirtilli e mischiate di nuovo.
Dolcetti crudi
Aiutandovi con un cucchiaio (l’impasto non è liquido ma abbastanza sodo) riempite i pirottini e cuocete (in forno già caldo) a 180° per circa 20 minuti.

Dolcetti cotti

A giudicare dal gradimento altrui – oltre a mia mamma, un’altra persona a cui avevo portato tre muffin ne ha divorati due ed è stata ripetutamente sgridata da me che volevo che conservasse almeno il terzo per la colazione di oggi – e mio, posso dire che sono perfettamente riusciti.

Muffin dall'alto

Sono davvero profumatissimi, non troppo zuccherosi ma addolciti dalla vaniglia, dalla banana (che però non è affatto invadente) e dai mirtilli, friabili e non spugnosi… perfetti sia per colazione che per merenda.
E poi sanno di primavera! Non chiedetemi perchè, ma ho davvero fatto subito questa associazione!

Muffin con rosa

Concludo con un sentito, ennesimo grazie per Alessandra! :)

Guardate un po’ dov’è finito Fool for Food…

9 mag

…e dove potrà mai finire, un blog?
In questo caso ha fatto un salto fuori dal mondo virtuale per andare a trovare la cugina carta stampata…

No, non sto straparlando, voglio solo dire che è comparsa una mia intervista (dal titolo bellissimo, che mi fa sentire una persona seria ed importante) sul quotidiano La Voce di Romagna – nella sezione Ravenna… e ieri ho alquanto gongolato quando ho visto il risultato finale! :D

Se anche voi siete curiosi e volete dare una sbirciatina, la trovate qui.

Tutto ciò è stato merito di un mio ex compagno di classe delle superiori, per cui GRAAAAAAAAAAAAZIE Perla!!! :)

Cappelletti al ragù – from Romagna with love!

6 mag

Ieri era il Cappelletti Day.
No, non è una festa locale, è soltanto una giornata che ho organizzato coi ragazzi del gruppo di Couchsurfing di Ravenna per far provare a tutti l’emozione di chiudere un vero cappelletto romagnolo… e soprattutto quella di mangiarne in abbondanza!

Battuto

A giudicare dai commenti entusiasti, penso che sia riuscita alla grande… quindi condivido con voi la ricetta che abbiamo seguito, e che potrete replicare se avrete voglia di un tuffo nella romagnolità! :)

Cappelletti al ragù

Ingredienti per il ragù (per 15 persone circa):
900 g di macinato di manzo
300 g di pasta di salsiccia
mezza cipolla
1 carotina
1 costa di sedano
1 litro di passata di pomodoro
1 bicchiere di Sangiovese
olio
acqua

Procedimento:

Soffritto
Sminuzzate le verdure e soffriggetele in un po’ d’olio, poi aggiungete tutta la carne.

Carne rosolata
Una volta che sarà ben rosolata, sfumatela con il bicchiere di vino e lasciate che l’alcol evapori.
A quel punto, potete aggiungere la passata di pomodoro e un po’ d’acqua, quel tanto che basta per ricoprire bene la carne. Lasciate sobbollire a fuoco basso, col coperchio, per almeno un’ora e mezza, mescolando di tanto in tanto e assicurandovi che il sugo non si attacchi al fondo del tegame.

Ragù in ebollizione
Se necessario, aggiungete ulteriore acqua durante la cottura – il ragù non deve risultare troppo secco, nè troppo “rosso”. Ovviamente assaggiate e regolate di sale – nel mio caso il sapore era già perfetto così, non c’è stato bisogno di aggiungere nulla.

Facile no? E sentirete che profumo… e che sapore! Non pensavo, ma ieri il mio ragù ha ricevuto un sacco di complimenti, anche dai più esigenti, quindi fidatevi: questa ricetta funziona, otterrete un ottimo ragù romagnolo! :)

Uova
Per i cappelletti invece abbiamo usato la ricetta di mia zia impastando 26 uova con 2 kg abbondanti di farina, e riempiendo la sfoglia con quasi 4 kg di battuto (2 kg scarsi di Parmigiano grattato e 2 kg scarsi di formaggi morbidi misti + un pochino di noce moscata).

Vulcano di farina e uova
E’ stato divertente insegnare ai non-romagnoli a chiudere i cappelletti… e loro sono stati bravissimi! Alla fine abbiamo davvero prodotto una quantità industriale di pasta… devo dire che la maggior parte è stata spazzolata con gioia, sono rimasti solo i tre vassoietti piccoli! :D

Produzione di cappelletti

Ok, ora avete tutti gli strumenti per organizzare una bella cappellettata romagnola… attrezzatevi e fatelo appena potete! :)

Delicatezza alla mela

29 apr

Questa ricettina l’ho rubata a Sergio Barzetti… non so se lo conoscete, è uno dei maestri di cucina della Prova del Cuoco e io lo adoro. Fa sempre ricette “semplici ma non banali”, come le definisce giustamente lui, dando ottimi spunti da rubacchiare e rielaborare… fra l’altro ogni volta spiega molto bene le motivazioni di tutto ciò che fa e dà un sacco di trucchi da mettere in pratica quando si cucina. Insomma a me piace proprio!
Di solito si concentra sui primi o secondi piatti, ma l’altro giorno ha raccontato questa ricetta che già dal titolo mi ha ispirato da morire: come si può resistere ad una “delicatezza” alla mela? :)

Delicatezza

E allora eccomi qui, a replicarla subito cambiando qualcosina qua e là arrivando alla mia versione.
Pronti? Via! (scusate, sono ancora presa dall’atmosfera motociclistica delle gare di Superbike che ci sono state ieri!)

Ingredienti:
1 mela golden
2 uova
90 g di burro
180 g di ricotta di mucca
100 g di zucchero
80 g di farina di mandorle
100 g di farina 00
50 g di fecola
mezza bustina di lievito vanigliato
mezzo cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale

Procedimento:

Ingredienti montati
Montate il burro (a temperatura ambiente) con lo zucchero, i rossi delle uova e un pizzico di sale. Quando sarà ben spumoso, unite la ricotta, le farine, la fecola, il lievito e il bicarbonato, amalgamando il tutto.
In un altro recipiente montate gli albumi a neve, poi incorporateli al resto del composto. Il saggio Barzetti, in trasmissione, ha detto una verità che ho sempre pensato… ma è la prima volta che la sento dire da addetti ai lavori, seguita da un suggerimento così semplice ma ben congegnato per ovviare al problema. Avete presente il fatto di dover incorporare gli albumi con un movimento dal basso verso l’alto? Ecco, quando il resto del composto è abbastanza compatto, questa operazione diventa alquanto frustrante e si finisce per mischiare tutto normalmente… Barzetti suggerisce quindi di mischiare normalmente una prima parte di albumi montati, in modo che comunque “alleggeriscano” il composto, dopo di che si potrà concludere incorporando il resto dal basso verso l’alto. Scaltro!
Fatto ciò, otterrete un composto abbastanza sodo (se lo è troppo, allungatelo con qualche cucchiaio di latte) che verserete in una tortiera foderata di carta forno.

Mela
A questo punto tagliate la mela golden in 16 spicchi e disponeteli a raggiera sull’impasto. Spolverate il tutto con zucchero semolato e cuocete, in forno preriscaldato, a 170° per 45 minuti.

Torta pronta per essere infornata

Potete servire la torta con una coulis di fragoline di bosco, di lamponi o con dei frutti di bosco freschi.

Devo dire che prima di infornare la torta ero un po’ titubante… avendola vista fare coi miei occhi in diretta da Sergio Barzetti, mi sono resa conto che l’aspetto della mia non era proprio uguale a quello della sua, e mi sono preoccupata per la sua riuscita.
Poi però ho visto che in cottura è cresciuta bene e alla fin fine aveva una gran bella faccia, anche se effettivamente diversa da quella preparata da lui.

Torta e viole

La sorpresa è stata all’assaggio… sorpresa in positivo, per fortuna! :)
E’ una torta dalla consistenza particolarmente morbida, non spugnosa ma “liscia” e… non so come dire, a me ricorda il velluto! Il sapore è delicatissimo grazie alla ricotta, che la rende quasi cremosa e la fa sciogliere in bocca. Pensavo si sentisse di più l’aroma delle mandorle, invece resta un po’ in sottofondo.
In ogni caso, il risultato finale rispecchia perfettamente il nome di “delicatezza alla mela”…

Fetta di torta

Barzetti in trasmissione diceva che questa torta è stata pensata per gli sportivi, perchè contiene la ricotta, poco burro, la frutta, le mandorle… quindi a livello nutrizionale è perfetta sia per la colazione che per la merenda!
E il suo gusto la rende ottima anche come dessert, magari in monoporzione da servire con una crema calda o con del cioccolato fuso…

Delicatezza dall'alto
Insomma, è un dolce che può soddisfare tutti i gusti, apparentemente comune ma in realtà molto raffinato… semplice ma non banale, come dice il suo creatore.
W Barzetti! :D

Banana bread

22 apr

Questo dolce era una di quelle voglie che mi portavo dietro da tempo… un giorno mi sono svegliata con un inspiegabile desiderio di banana bread, che è rimasto lì in sospeso fino a quando ho pensato di rovistare in internet in cerca di una ricetta che mi ispirasse.
Siccome i dolci che ho provato dopo averli visti su Volevo fare lo chef mi sono entrambi piaciuti così tanto, ho pensato di scartabellare nell’archivio di Alessandra… e infatti come pensavo c’ho trovato quello che desideravo! (e ho fatto pure la rima, tiè :D )

Ho cambiato un po’ la ricetta, diminuendo burro e zucchero e variando qualche ingrediente, e qui riporto la mia versione… che è fra l’altro “spice free”, nel senso che spesso i banana bread sono speziati ad esempio con cannella… ma essendo che io la odio ho ovviamente evitato di usarla.
Invece, è un dolce “salutare” grazie alla farina integrale, ricca di fibre, alle banane, che contengono potassio e alle noci, fonte preziosa di olii essenziali mono e polinsaturi (come i famosi Omega 3). Perfetto per colazione e merenda, ad esempio!

Banana bread

Ecco qua la ricetta, facilissima… come piace a me che ho poca pazienza per le cose complicate!

Ingredienti:
100 g di burro
1 uovo
50 g di zucchero
2 cucchiai di miele
80 g di farina 00
80 g di farina integrale
40 g di amido di riso
1 bustina di lievito vanigliato
2 banane mature
una manciata di noci (meglio le pecan, se le trovate) – sostituibili con gocce di cioccolato per i più golosi!

Procedimento:
Per prima cosa sciogliete il burro tenendolo nel microonde per 1 minuto e mezzo a 600W, poi lasciatelo raffreddare prima di usarlo.

Ingredienti
Con le fruste elettriche, sbattete l’uovo, lo zucchero e il miele fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Quando il burro si sarà ben raffreddato, unitelo a questo composto.
Intanto, in un recipiente mischiate le farine, l’amido e il lievito. In un altro, schiacciate le due banane con una forchetta, riducendole in poltiglia.

Impasto
Unite le farine al composto di uova, zucchero e burro e mischiate bene, poi aggiungete le banane schiacciate e le noci (spezzettate leggermente) e continuate ad amalgamare.

Banana bread pronto per essere infornato
Versate l’impasto in uno stampo da plumcake e cuocete in forno preriscaldato per circa 40 minuti… io, siccome la prima volta l’ho leggermente sbruciacchiato sull’esterno, ho perfezionato la cottura in questo modo: la prima mezz’ora a 180°, i restanti 10 minuti ho abbassato circa a 160° – sempre utilizzando il forno ventilato, in modo che l’impasto si asciugasse bene. Probabilmente chi utilizza uno stampo non in silicone avrà meno problemi di cottura…

Banana bread dall'alto

Il profumo di questo dolce invaderà ogni stanza della vostra casa… ha un aroma delizioso!
Come al solito, a me piace mangiarlo quando è ancora tiepido… non mi faccio mai mancare questa goduria!
Ma siccome questo è un bread perfetto per la colazione, ho colto il consiglio di Alessandra che giro anche a voi: dopo il primo giorno, conservatelo in frigorifero (la presenza delle banane rende l’impasto molto umido e al fresco si conserva meglio), poi la mattina, per colazione, tostatene un paio di fette… vedrete con che sorrisone inizierete la giornata! Si sprigionerà di nuovo tutto il profumo del dolce, e si formerà quella crosticina che io personalmente adoro… e ovviamente l’altro plus è che potrete mangiarlo caldo, ogni volta che vorrete. Garantisco che è una colazione che resusciterebbe anche i morti! :)

Banana bread tostato

Questo dolce è stato davvero una piacevolissima scoperta… sia per me che per quelli che l’hanno assaggiato!
Ho già in mente di sperimentarne una versione che contenga il burro di arachidi… lo so che sembra schifoso detto così, ma secondo me potrebbe riservare delle sorprese! Vi tengo aggiornati… anzi, se per caso aveste una buona ricetta da suggerirmi, fate pure. ;)

Banana bread tagliato

Buon banana bread a tutti!

Sfizi di sfoglia

15 apr

Oggi più che una ricetta vi lascio un’idea veloce, facilissima e perfetta nel caso dobbiate organizzare un buffet per una festa – anche per bambini… anzi, se avete dei bimbi potreste farvi aiutare da loro a prepararli, si divertirebbero di sicuro! Oppure, potreste preparare questi stuzzichini per un aperitivo… insomma, sono sicuramente versatili ed anche modificabili a seconda dei vostri gusti. Prendete l’idea e fatene ciò che volete! :)

Salatini

Ingredienti:
2 rotoli di pastasfoglia rettangolare (la mia era all’olio d’oliva)
qualche confezione di wurstel piccoli
patè di olive
semi di sesamo (o di papavero, che avrei preferito… se solo li avessi trovati da qualche parte!)

Procedimento:
Mettete i wurstel in fila indiana ed arrotolateli nella pasta sfoglia – ovviamente non dovete usarla tutta, ma dopo aver avvolto il wurstel tagliatela ed utilizzate la restante pasta per fare altri rotolini.

Rotolino passato nei semi
Con le dita, bagnate leggermente tutto il rotolino sia sulla chiusura – perchè “tenga” meglio – sia sulla superficie – per far appiccicare i semini – poi ricopritelo di semi di sesamo pressando leggermente. A questo punto, tagliate a rondelline di 1 cm abbondante di larghezza, e sistematele in una teglia ricoperta di carta forno, leggermente distanziate fra loro.

Stuzzichini ai wurstel crudi
L’altra idea è, se possibile, ancora più semplice… stendete il secondo rettangolo di pasta sfoglia e spalmateci sopra il patè di olive. Arrotolatelo su se stesso, poi anche in questo caso tagliate delle rondelline, stavolta un po’ più strette di un centimetro, ed adagiatele sulla teglia ricoperta di carta forno.

Pasta sfoglia spalmata di patè
Cuocete il tutto in forno preriscaldato a 200° per circa 10 minuti (ma controllate ad occhio la cottura).

Potete servire questi salatini sia caldi che freddi… è quello il bello: sono molto versatili, oltre che essere carini da vedere e davvero gustosi.
Diciamo che stuzzicano sia gli occhi che le papille gustative! :)

Rotolini al patè d'olive cotti

E poi, voglio dire, non vi fanno tornare in mente le feste di compleanno di quando si era piccoli? I salatini col wurstel erano un must, ogni volta mi attiravano tantissimo perchè a casa non mangiavo mai quel genere di “schifezze”! :D Anche adesso preferisco evitarli, ma quando ce vo’ ce v0′…

Salatini ai wurstel cotti

Buon buffet a tutti!

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