Torta cioccopere senza glutine!

30 ott

Rieccomi qui… scusate la latitanza di questi ultimi mesi, ma ho una buona giustificazione. In più, oggi torno con una ricetta spettacolare quindi di sicuro mi perdonerete!

Prima di raccontarvela però vorrei spiegare brevemente la mia assenza che si è protratta anche dopo la fine dell’estate. Il motivo è che vado finalmente a vivere da sola! Potete immaginare che fra i lavori da seguire, i mobili da montare, le cose da comprare e sistemare, più la mia usuale attività – che qualche soldo a casa bisognerà pur portarlo – non ho avuto il tempo di star dietro al blog… ho continuato a sperimentare in cucina, però, e mi è anche venuta qualche idea su una nuova possibile rubrichetta e un piccolo aggiornamento del blog. Spero solo di avere più tempo per fare tutto questo durante l’inverno!

Di sicuro, non vedo l’ora di mettere piede nella mia cucina nuova di pacca, il gioiellino della futura casa… ogni volta che vedo i suoi fornelli mi commuovo per la loro bellezza, e non vedo l’ora di metterci mano e pentole!

Approfitto di questa premessa per ringraziare pubblicamente mio nonno Enrico, assiduo lettore di Fool for Food – che addirittura si fa stampare tutti i post e li colleziona, senza cui il grande passo di comprare casa non sarebbe potuto avvenire. Quindi grazie mille ancora! Scegli le ricette del blog che ti piacciono di più così poi ti preparo una cena ad hoc!
Intanto ti dedico questo post e questa torta cioccopere che è veramente buonissimissimissima.

Fetta di torta 2

Ah, la ricetta – manco a dirlo - è di Marco Bianchi, però io la propongo in versione senza glutine (modificata da me)!

Ingredienti:
250 g di farina di riso integrale
80 g di farina di mandorle (si può anche realizzare in casa frullando le mandorle finemente con l’aggiunta di un cucchiaio di fecola)
90 g di fecola
350 g di cioccolato fondente almeno al 70%
600 ml di latte di riso (si può sostituire con quello di soia o mandorla)
1 bustina di lievito per dolci
2 pere mature (le mie erano molto grandi… se sono piccole usatene 3 o anche 4)
60 g di zucchero integrale di canna

Procedimento:

Cioccolato e latte vegetale

Per prima cosa, bisogna sciogliere il cioccolato. Potete farlo a bagnomaria, ma io uso sempre il microonde e trovo che sia molto più pratico… basta mettere il cioccolato spezzettato dentro una tazza, aggiungere un bicchiere di latte vegetale e poi il microonde farà il resto. Io lo imposto a 450W per circa un minuto, poi mischio, imposto un altro minuto, mischio e così via finchè non si è ben sciolto diventando cremoso.

Cioccolato sciolto

In un recipiente a parte mettete la farina di riso integrale, quella di mandorle, la fecola, il lievito e lo zucchero. Mischiate gli ingredienti poi aggiungete il restante latte vegetale e amalgamate il tutto.

Farine

A questo punto prendete le pere, sbucciatele e tagliatele a dadini piccoli, poi unitele all’impasto.

I due composti

Infine, non resta che versarvi anche il cioccolato fuso e mischiare finchè tutto l’impasto non sarà uniformemente cioccolatoso…

Torta cruda

Infornate e cuocete a 200° (in forno preriscaldato) per circa 50 minuti, controllando la torta e, in base alla vostra necessità, abbassando la temperatura. Una volta cotta, lasciatela in forno spento per altri 10 minuti.

Torta appena sfornata

Ecco pronta la vostra delizia! Marco Bianchi suggerisce di servirla fredda, ma io ne ho assaggiata una fettina quando era ancora tiepida e ho raggiunto il Nirvana… il sapore e l’odore del cioccolato, la consistenza soffice, le pere ancora calde e talmente morbide da sembrare quasi una crema… semplicemente perfetta.
Non che fredda non lo sia, ma secondo me tiepida lo è ancora di più!

E’ una torta davvero goduriosa ma contemporaneamente salutare: c’è pochissimo zucchero, non ci sono burro – basta quello del cioccolato – né altri latticini, non ci sono uova e in questo caso nemmeno il glutine… insomma ditemi voi come si può resistere a una prelibatezza del genere! Non ci sono scuse, la possono mangiare praticamente tutti.

Cioccopere dall'alto

Oltre tutto, come ormai molti di voi sapranno, il cioccolato fondente ha un sacco di proprietà positive: è ricco di flavonoidi, che migliorano la pressione e il livello dei lipidi nel sangue, quindi protegge contro le malattie cardiovascolari, in più è antinfiammatorio, anticoagulante, antistress, benefico per il fegato, per i livelli di colesterolo e per il mal di testa. Ovviamente bisogna saper scegliere il cioccolato giusto, leggendo l’etichetta per controllare che la percentuale di cacao sia almeno del 60/70 e che contenga solo burro di cacao e non altri grassi vegetali.
Non dimentichiamo poi che fra le farine usate per questa cioccopere c’è anche quella di mandorle, ricche di fibre, calcio, proteine e acido oleico, che a sua volta riduce il rischio di malattie cardiache.
Devo dire altro?

Fetta di torta

Quando volete concedervi un peccato di gola, questa è sicuramente un’opzione ottima sotto tutti i punti di vista… una coccola che possiamo goderci senza alcun senso di colpa – se mai fosse passato nella mente di qualcuno di voi.

Non mi resta che dirvi: provatela, provatela, provatela! Poi ringrazierete me… e Marco Bianchi!

Burger di lenticchie con salsa alla menta

22 set

Rieccomi finalmente!
Dopo mesi di silenzio pubblico una nuova ricetta, che mi ha tenuto compagnia per tutta l’estate… sì, perché è uno di quei classici piatti che si possono preparare in quantità industriale e poi surgelare, tirandoli fuori quando si ha voglia di qualcosa di buono, sano e veloce. Ah, e naturalmente senza glutine, aggiungerei!

Burger dall'alto
Manco a dirlo, questi burger sono nati dalla mente del mio amatissimo Marco Bianchi, io li ho solo presi in prestito… e ho fatto bene come sempre! :)
Passiamo subito ai fatti? Sì, dai!

Ingredienti:
500 g di lenticchie lessate
1 cipolla
prezzemolo secondo il vostro gusto
2 carote
3 cucchiai di farina di mais fioretto
1 cucchiaino di curry
olio extra vergine di oliva
sale
Per la salsa:
200 g di yogurt greco
1/2 cipolla
qualche foglia di menta

Procedimento:
Anzi, prima una premessa sulle lenticchie: vanno benissimo quelle in scatola (anzi forse vanno anche meglio perché sono meno acquose), ma se volete usare quelle secche vi consiglio di cuocerle con qualche centimetro di alga kombu, utilissima per la cottura di tutti i legumi perché li rende più digeribili! Nel mio caso si trattava di lenticchie rosse decorticate.
Lenticchie e alga kombuOvviamente, dopo averle cotte non vi resta che lasciarle raffreddare un po’ e usarne 500 g per questa ricettina super facile.
In un robot da cucina, frullate assieme le lenticchie, la cipolla già tagliata grossolanamente, il prezzemolo, la farina di mais, il sale, il curry e 5 cucchiai di olio.
IngredientiSe l’impasto risulta morbido (come era capitato a me perché, per l’appunto, le lenticchie erano molto acquose), aggiungete farina di mais fino ad ottenerne uno più consistente ma non troppo sodo.
Coppapasta per fare i burger
A questo punto, per facilitare le cose, vi consiglio di mettere da parte le padelle e usare il forno: su una teglia, coperta di carta forno, formate i burger con l’aiuto di un coppapasta unto con olio d’oliva e un cucchiaio, lasciandoli alti circa 1 cm e mezzo. Cuoceteli in forno a 180° per una ventina di minuti, o comunque finché non saranno ben coloriti, ed eccoli pronti!
Burger pronto per essere infornatoA quel punto, dopo averli lasciati raffreddare, potete tranquillamente surgelarli per averli sempre pronti e a portata di mano.
Quando andrete a servire il vostro burger di lenticchie, accompagnatelo con una salsa di yogurt greco, cipolla e menta, semplicemente frullando tutti gli ingredienti nel mixer. In alternativa, potete anche semplicemente unire allo yogurt una punta di zafferano e mischiare… anche questa è una salsa di accompagnamento ottima!
Burger cotto

Come spiega Marco Bianchi, le lenticchie sono ricche di ferro, magnesio e vitamina B, inoltre abbinandole al mais “liberano” il loro contenuto proteico, quindi questo piatto è come sempre buono sia per il palato che per la salute… non vi farà rimpiangere gli hamburger di carne! Certo il sapore non assomiglia nemmeno vagamente, ma garantisco che l’abbinamento di tutti gli ingredienti, con la presenza delle spezie e la freschezza della salsa di yogurt, crea un risultato veramente spettacolare!
Prima o poi riuscirò a farlo assaggiare anche al mio ragazzo, divoratore di carne per antonomasia, e sono sicura che anche lui apprezzerà…
Burger impiattato
Consiglio davvero questo piatto “salva-cena”, anche se avete dei bimbi… così li abituerete fin da subito a una versione sana del classico hamburger, e a sapori diversi che sicuramente li faranno appassionare a una cucina più buona sotto tutti i punti di vista! :)

ps: mi sono appena resa conto di una cosa… oggi è il compleanno di Marco Bianchi! E allora questo post glielo dedico, ringraziandolo per l’ennesima volta per tutto quello che sto imparando per merito suo. Tanti auguri! :)

Crumble di pesche senza glutine

3 lug

Per chi non lo sapesse, il crumble è un dolce al cucchiaio composto da frutta e “briciole” di impasto…
…e indovinate un po’ di chi è questa ricetta, nello specifico? Ma di Marco Bianchi, ovviamente! :D
Lo so che sembro monotematica, ma credetemi: approfondite la conoscenza di questo ragazzo e capirete perchè ormai la mia cucina segue così tanto i suoi consigli.

Domenica scorsa ho anche avuto il piacere di conoscerlo durante la presentazione del suo libro “50 minuti due volte alla settimana”, e mi sono trovata di fronte una persona gentile, disponibile, simpatica, carica di energia positiva ma soprattutto iper competente… l’ho ringraziato un centinaio di volte per quello che sta facendo per me e per tutti gli altri che hanno avuto la fortuna di incrociarlo sulla propria strada!
Quando mi sono presentata gli ho detto che ero “quella che gli aveva messo in bacheca la foto del crumble di pesche senza glutine
“, lui si è ricordato di me e ha commentato che vedendo la foto si è chiesto da dove avessi preso la ricetta, visto che la sua originale contiene glutine, e che quella senza sarebbe dovuta andare in onda pochi giorni dopo sui suoi canali. Gli ho risposto che ho semplicemente riadattato di testa mia la sua ricetta base… e mi ha fatto i complimenti. :)
L’incontro faccia a faccia con Marco mi ha dato una spinta che mi serviva, penso che la sua energia contagiosa me la porterò dietro quel tanto che basta per farmi mettere fra parentesi la mia pigrizia e ricominciare a muovermi un pochino di più… perchè, come ha ripetuto più di una volta, “mangiare bene non serve a niente se non si fa movimento”! E quindi…

Crumble dall'alto

Ma insomma, bando a tutti i discorsi, passiamo alla ricetta di questo crumble che è veramente spettacolare: attenzione perchè rischiate di mangiarne metà da soli non appena l’avrete cucinato! A me è successo così e anche Marco ha ammesso che questo è un piccolo – ma molto piacevole – effetto collaterale del dolce in questione…

Ingredienti:
60 g di farina di riso (meglio se integrale)
60 g di farina di mais (meglio se integrale)
20 g di fecola
40 g di mandorle
40 g di noci
50 g di zucchero di canna
300 g di pesche
1 mela
70 g di olio di semi spremuti a freddo
1 cucchiaino di cremor tartaro

Procedimento:
Lavate bene la frutta e tagliatela a cubetti piccoli (potete decidere voi se lasciare la buccia o meno… io l’ho lasciata solo su una delle due pesche), dopo di che adagiatela sul fondo di una tortiera ricoperta di carta forno

Frutta a dadini
In un recipiente a parte, mischiate tutti gli ingredienti secchi e la frutta secca tritata grossolanamente. Aggiungete l’olio e lavorate gli ingredienti a mano formando le famose “briciole” che compongono il crumble.

Crumble crudo

Versatele nella tortiera sopra la frutta e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 35/40 minuti (magari usando il grill per gli ultimi 5 in modo che venga ben dorato).

Crumble cotto
Ecco qua, già fatto!
Come avete notato è una ricetta semplicissima, velocissima, e piena di aspetti positivi: oltre ad essere un dolce veramente spaziale – non scherzavo quando dicevo di averne mangiata mezza teglia da sola – grazie alla dolcezza della frutta che si unisce al croccante della frutta secca tostata, è anche ricco di omega 3 (proprio grazie a quest’ultima). Come sappiamo, questi acidi grassi aiutano a prevenire la degenerazione delle cellule cerebrali e ad abbassare il colesterolo cattivo… quindi, come tutte le ricette che prendono spunto da Marco Bianchi, anche questa è buona sia per il palato che per la salute!

Crumble impiattato
Ottimo sia a colazione, che a merenda, che come dessert. Ottimo per far mangiare la frutta ai bimbi riluttanti. Ottimo sia tiepido che freddo. Ottimo per quando si ha voglia di una coccola dolce ma non si ha molto tempo per prepararla. Ottimo per la salute… direi che meglio di così non si poteva fare! Ah sì ecco: è anche senza glutine! ;)
Provate gente, provate questo crumble e non ve ne pentirete…

ps: la versione glutenfree del crumble è poi uscita sulla piattaforma di Marco… io ve la linko, ma non l’ho mai provata. Sulla riuscita della mia invece posso garantire! ;)

 

Muffin senza glutine con bacche di goji

15 giu

Ebbene sì, anche io ho ceduto alla curiosità e mi sono procurata un pacchettino di bacche di goji… ormai immagino le conosciate tutti: sono bacche asiatiche essiccate, diventate popolarissime perchè a quanto pare sono un concentrato di antiossidanti coi superpoteri.

Bacche di goji

Non so se siano effettivamente così potenti come vengono dipinte, ma mangiarne qualche manciata di sicuro non nuoce… peccato che il loro sapore non mi convinca molto. Sono dolcissime, ma lasciano un retrogusto che in qualche modo mi disturba, per lo meno mangiandole così in purezza. I muffin di cui sto per parlarvi sono nati proprio per cercare un modo per mascherare un pochino questa loro caratteristica… e devo dire che ha funzionato! Dolcificano la tortina e, essendo il loro sapore amalgamato con quello dell’impasto, risulta meno stucchevole e più piacevole.

Muffin impiattatiInoltre, come sempre cerco di fare negli ultimi mesi, la ricetta è povera di zucchero e non contiene burro, nè – chiaramente – glutine. Insomma, sono tortine buone, naturalmente dolci, e con un’iniezione di antiossidanti grazie alle bacche di goji!

La ricetta l’ho riadattata usando come base quella dei muffin senza glutine ai mirtilli, quindi non è niente di completamente nuovo… ma ho cambiato il mix di farine e ho cercato di alleggerirla il più possibile!

Ingredienti:
180 g di farina di riso
70 g di fecola
50 g di farina di mais per pasticceria
90 g di zucchero di canna
2 uova
100 g di olio di semi
100 g di banana
10 g di lievito vanigliato
qualche cucchiaio di bacche di goji

Procedimento:
Montate assieme le uova e lo zucchero di canna, aggiungendo un pizzico di sale, finchè il composto non sarà chiaro e spumoso.

Uova montate
In un altro recipiente mischiate le farine e il lievito, poi uniteli alle uova montate, amalgamando bene ed alternando gli ingredienti secchi con l’olio.
Frullate la banana e aggiungetela  al composto, facendo attenzione ad amalgamarla omogeneamente. Infine unite le bacche di goji, mischiate e l’impasto è pronto.

Muffin pronti per essere infornati
Versatelo in dei pirottini da muffin e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti.

Otterrete delle tortine profumatissime, dolcificate più dalla frutta (fresca ed essiccata) che dallo zucchero, con un retrogusto di banana – che ormai amo inserire in tutti i dolci – e vaniglia…

Muffin appena sfornati
L’impasto è compatto ma morbido, con una leggera crosticina esterna grazie – credo – alla farina di mais presente. Ha una consistenza che lo rende totalmente diverso da tanti impasti sbriciolosi senza glutine… provare per credere.
I vostri muffin sono pronti per allietarvi a colazione e merenda… e sono un ottimo modo per far mangiare qualcosa di buono e salutare ai vostri bimbi, oltre che a voi stessi! :)

Interno del muffin

Dolcino con crema pasticcera, pan di spagna e banane caramellate – glutenfree!

3 giu

Vi ricordate la ricetta del pan di spagna senza glutine e senza zucchero? Ecco, vi avevo anticipato che, oltre a gustarmelo così com’era, l’avevo utilizzato anche per preparare un dolcino delizioso… et voila, ci siamo: vi presento il mio bicchiere con pan di spagna, crema pasticcera e banane caramellate! Il tutto, chiaramente, senza glutine come ormai è abitudine per me.

Questo dolce è di una semplicità unica, ed è ottimo per riciclare avanzi di torte o biscotti… poche complicazioni ma tanta resa, sia a livello visivo che – soprattutto – di gusto!
Un concentrato di sapore… da quel giorno sono diventata una fan delle banane caramellate! Ah, per inciso, per caramellarle non ho usato burro o zucchero raffinati, ma sciroppo d’agave… semplicemente perfette. Quasi quasi mi dispiace essermene resa conto solo ora!

Dolcino da vicino

Ma bando alle ciance, passiamo alla ricetta che è meglio.

Ingredienti per 3 porzioni di dolce:
qualche fetta di pan di spagna senza glutine
3 tuorli
30 g di farina di riso
40 g di zucchero
300 g di latte di riso (questo farà rimanere la crema un po’ liquida… se la volete più soda usate il latte di soia o quello normale)1 banana
sciroppo d’agave q.b.

Procedimento:
In un pentolino, scaldate il latte avendo cura di non farlo bollire.

Crema prima della cottura
In un recipiente, montate i tuorli e lo zucchero finché non saranno ben chiari, poi unite la farina di riso. Versate in questo composto il latte caldo a filo e mischiate con una frusta, poi rimettete tutto sul fuoco finché la crema non si sarà addensata.

Crema cotta
Per farla raffreddare senza che si crei la pellicola esterna (che io sinceramente adoro ma è meglio evitarla perchè poi sporzionandola creerebbe dei grumi), versate la crema in un recipiente e copritela con della pellicola trasparente.

Banane e sciroppo d'agave
Tagliate le banane a rondelle di circa mezzo centimetro di spessore e spadellatele irrorandole con sciroppo d’agave. Lasciatele sul fuoco quel tanto che basta per caramellarle – vi renderete conto di quando saranno pronte, perchè assumeranno quel bel colorino di… caramello, appunto!
Per creare le monoporzioni, prendete dei bicchieri di vetro e adagiate sul fondo qualche cubetto di pan di spagna, qualche cucchiaiata di crema, poi un dischetto di pan di spagna, qualche altra cucchiaiata di crema e infine alcune rondelle di banana caramellata.
Ecco fatto, il vostro dolcino è pronto per farvi fare bella figura!

Dolcini di lato

Come ormai avete capito, sto cercando di ridurre al minimo l’uso dello zucchero… qui ne ho messi solo 40 g ma state tranquilli che il dolce non perde assolutamente niente a livello di gusto, anzi! Le banane caramellate con lo sciroppo d’agave danno quel tocco di dolcezza naturale e saporita che rende perfetto il tutto.
Provatele e rimarrete molto piacevolmente stupiti, come è successo a me!

Dolcino dall'alto

Risotto alla parmigiana di melanzane di Sergio Barzetti

25 mag

Chi di voi conosce Sergio Barzetti? Vi ho già accennato a lui una volta, tanto tempo fa ma, a parte questo, sicuramente coloro che guardano la Prova del Cuoco sanno di chi sto parlando… e penso che come me adorino quell’uomo! Ok, lo so, già siete stufi di sentirmi parlare di Marco Bianchi, e ora mi ci metto pure con Barzetti… ma fidatevi: se non lo conoscete provate a cercare qualche sua ricetta, perchè a suo modo anche lui è geniale. E’ un maestro di cucina che gironzola sulla trasmissione di Rai 1 da un pochino, ma quest’anno gli hanno dato molto più spazio… e sono ben felice di ciò! Il suo motto è creare ricette “semplici ma non banali”, e il suo marchio di fabbrica è la foglia di alloro, che non si fa mai mancare in nessuna delle sue ricette.
Quest’anno c’è stato un periodo in cui ha snocciolato ricette secondo me meravigliose una dopo l’altra, senza battere ciglio. Me le sono trascritte tutte e questa è la prima che ho provato.
Ho preparato questo risotto per Pasqua, perchè anch’io che mangio senza glutine volevo un primo “da festa”, elegante e originale allo stesso tempo. Devo dire che ho fatto un’ottima scelta, perchè il risotto alla parmigiana di melanzane ha stupito tutti per il suo equilibrio delicato e per gli ingredienti insoliti.

Risotto da vicino

E allora andiamo con la ricetta… leggermente modificata da me rispetto all’originale, un po’ per scelta e un po’ – ahimè – per necessità che vi spiegherò!

Ingredienti per 6 persone:
480 g di riso carnaroli
2 melanzane
200 g di pomodorini (Barzetti diceva datterini, io ho usato i ciliegini… ma sempre ini sono)
120 g di mozzarella di Bufala
Parmigiano grattugiato q.b.
basilico fresco q.b.
1 scalogno
1 bicchiere di vino bianco
brodo vegetale
1 foglia di alloro
sale
zucchero

Procedimento:
Prima di tutto occupatevi delle melanzane: lavatele ma lasciatele intere, massaggiatele con un filo d’olio ed appoggiatele su una teglia coperta di carta forno. Cuocetele in forno già caldo a 185° per circa mezz’ora, rigirandole di tanto in tanto. Quando saranno cotte, fatele raffreddare, sbucciatele (la buccia si staccherà facilmente da sola), tagliatele a tocchetti e mettetele da parte.

MelanzaneA questo punto potete passare ai pomodorini, che dovranno essere caramellati. Dopo averli lavati, sistemateli in una pirofila e conditeli con sale e zucchero, muovendo la pirofila per farli rotolare in modo che entrambi si appiccichino bene alle bucce dei pomodorini. Cuocete in forno già caldo a 160° per circa 35 minuti, poi mettete anche loro da parte.

PomodoriniTritate lo scalogno e fatelo imbiondire in una pentola con un filo d’olio, poi unite il riso e fatelo tostare. A questo punto potete sfumare con il vino bianco e, dopo che sarà evaporato completamente, iniziare a irrorare il riso con il brodo vegetale (arricchito con la famosa foglia di alloro). Aggiungete i tocchetti di melanzana e portate a cottura.
Intanto, frullate assieme il parmigiano (già grattato) e le foglie di basilico ben asciutte: otterrete così un parmigiano aromatizzato da usare sia per mantecare il risotto che per preparare una cialdina croccante… ecco, qui è entrato in gioco l’imprevisto per quanto mi riguarda. Il procedimento dice di stendere uno strato sottile di questo mix su una teglia coperta di carta forno, e di cuocere fino a che non sarà  diventata bella colorita.

Quella che doveva essere la cialdina

Peccato che io mi sia distratta e l’abbia fatta bruciare, la mia meravigliosa cialdina parmigiano e basilico! Ma voi state attenti e non fatelo… io ho comunque recuperato in corner con una cialdina di solo parmigiano, preparata nello stesso modo, ma sono sicura che l’altra sarebbe stata ancora più perfetta.
Anyway, a parte questo piccolo dettaglio, quando il riso sarà pronto spegnete il fuoco e mantecatelo con la mozzarella di bufala tagliata a cubetti e con la restante parte di parmigiano aromatizzato al basilico (quella che non avete bruciato… o usato per fare la vostra cialdina).
A questo punto siete pronti per impiattare: versate in ogni piatto un mestolo abbondante di risotto, decorate con qualche pomodorino caramellato e con un pezzetto di cialda di parmigiano.

Risotto finito

E’ davvero una ricetta semplice ma non banale, piena di spunti interessanti che si possono riprendere anche per altre preparazioni. In più, il fatto di poter preparare le verdure e la cialdina in anticipo fa sì che sia un piatto adatto anche per essere preparato in grosse quantità per tanti commensali… effettivamente, basta mettere le verdure in forno e fanno tutto da sole!
Quanto al sapore, il verdetto è stato all’unanimità positivo e, anzi, oserei dire entusiasta. Il gusto è perfettamente equilibrato e nell’insieme delicato, con picchi di intensità quando si incontra la bufala filante. La presenza del basilico lo “rinfresca”, poi ci sono la croccantezza e la sapidità della cialdina… insomma è un mix di sapori che non ti aspetti e che si sposano benissimo uno con l’altro.
Detto questo, mi è venuta l’acquolina in bocca… buon risotto a tutti!

Polpette di quinoa e verdurine

19 mag

Inizio subito con lo specificare che in realtà le mie polpette, oltre alla quinoa, contenevano anche miglio e amaranto – per questioni “organizzative” (leggasi: non avevo abbastanza quinoa, ma nemmeno abbastanza miglio per coprire la carenza di quinoa, quindi ho aggiunto anche un pochino di amaranto per arrivare alla quantità giusta. Meglio no? Sono ancora più ricche!

Secondo appunto: la ricetta è sempre del mitico Marco Bianchi, che ormai popola la mia vita culinaria coi suoi buoni consigli e spunti originali.
Queste polpette le ho viste spesso qua e là, postate su Facebook o siti vari, e ho sempre voluto prepararle… ma, come spesso (mi) accade, ho dovuto rimandare per mancanza di tempo. Quando sono finalmente riuscita a trovare un attimo per prepararle, ne ho fatte in abbondanza e me le sono surgelate, pronte per essere mangiate in ogni momento!

Polpette su nido di lischi

Come tutte le ricette di Marco Bianchi, anche questa oltre a essere buona per il palato lo è anche a livello nutritivo: quinoa, miglio e amaranto sono “cereali-non-cereali” ricchissimi di proteine vegetali, il curry aiuta la digestione, è antinfiammatorio ed è fonte di antiossidanti, poi ci sono le vitamine delle verdure fresche…. insomma non manca niente.
Oltretutto è adatta per celiaci, vegetariani ma anche vegani. Volete qualche altro motivo per diventare fan di queste polpettine?

Ecco la ricetta!

Ingredienti:
300 g di quinoa (o un misto di quinoa, miglio e amaranto come ho fatto io)
100 g di carote
100 g di zucchine
200 g di pane grattugiato senza glutine (o di farina di mais)
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
curry in abbondanza
prezzemolo
sale
pepe

Procedimento:

Quinoa, amaranto, miglio
In una pentola, fate bollire una quantità di acqua doppia rispetto a quella della quinoa che dovrete cuocere. Appena raggiunto il bollore, versate la quinoa e aggiungete il curry a vostro piacimento (io ho abbondato… adoro quel mix di spezie!). Fate cuocere per 12/15 minuti.

Carote e zucchine a cubetti
Tagliate a cubetti piccoli le verdure. Fate saltare in padella la carota con un po’ di sale, poi aggiungete le zucchine, il pepe, due cucchiai di olio e il prezzemolo (questi ultimi a fine cottura).

Carote e zucchine saltate in padella
Quando la quinoa sarà cotta, lasciatela raffreddare e non fidatevi del suo aspetto appiccicaticcio: passatela un secondo col frullatore ad immersione per ridurla un pochino di più a una pappetta – io non l’ho fatto pensando fosse un passaggio superfluo, ma poi le mie polpette si sgretolavano solo a guardarle.
Dopo averla frullata, aggiungete le verdure e due cucchiai di olio a crudo.

Impasto polpette e pangrattato gf
Con questo composto, preparate le polpettine e passatele nel pangrattato (o nella farina di mais). Disponetele su una teglia foderata di carta forno e cuocetele in forno già caldo a 200° per 20 minuti.

Polpette pronte per essere infornate
Potete servirle accompagnandole con una salsa di pomodoro e curry (chi l’avrebbe mai detto che questi due sapori si sposassero così bene?!) o con verdure cotte – nel mio caso lischi lessati e conditi con sale, limone e olio.

Polpette cotte

Come ho fatto io, se vi avanzano delle polpette potete metterle in freezer per averle già pronte all’occorrenza. Una scaldatina in forno o al microonde ed eccole pronte all’uso!

Polpetta aperta

Mi sono innamorata di questa ricetta, credo sia veramente da provare e poi da fare e rifare… complimenti e grazie ancora a Marco Bianchi!

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