Crumble di pesche senza glutine

3 lug

Per chi non lo sapesse, il crumble è un dolce al cucchiaio composto da frutta e “briciole” di impasto…
…e indovinate un po’ di chi è questa ricetta, nello specifico? Ma di Marco Bianchi, ovviamente! :D
Lo so che sembro monotematica, ma credetemi: approfondite la conoscenza di questo ragazzo e capirete perchè ormai la mia cucina segue così tanto i suoi consigli.

Domenica scorsa ho anche avuto il piacere di conoscerlo durante la presentazione del suo libro “50 minuti due volte alla settimana”, e mi sono trovata di fronte una persona gentile, disponibile, simpatica, carica di energia positiva ma soprattutto iper competente… l’ho ringraziato un centinaio di volte per quello che sta facendo per me e per tutti gli altri che hanno avuto la fortuna di incrociarlo sulla propria strada!
Quando mi sono presentata gli ho detto che ero “quella che gli aveva messo in bacheca la foto del crumble di pesche senza glutine
“, lui si è ricordato di me e ha commentato che vedendo la foto si è chiesto da dove avessi preso la ricetta, visto che la sua originale contiene glutine, e che quella senza sarebbe dovuta andare in onda pochi giorni dopo sui suoi canali. Gli ho risposto che ho semplicemente riadattato di testa mia la sua ricetta base… e mi ha fatto i complimenti. :)
L’incontro faccia a faccia con Marco mi ha dato una spinta che mi serviva, penso che la sua energia contagiosa me la porterò dietro quel tanto che basta per farmi mettere fra parentesi la mia pigrizia e ricominciare a muovermi un pochino di più… perchè, come ha ripetuto più di una volta, “mangiare bene non serve a niente se non si fa movimento”! E quindi…

Crumble dall'alto

Ma insomma, bando a tutti i discorsi, passiamo alla ricetta di questo crumble che è veramente spettacolare: attenzione perchè rischiate di mangiarne metà da soli non appena l’avrete cucinato! A me è successo così e anche Marco ha ammesso che questo è un piccolo – ma molto piacevole – effetto collaterale del dolce in questione…

Ingredienti:
60 g di farina di riso (meglio se integrale)
60 g di farina di mais (meglio se integrale)
20 g di fecola
40 g di mandorle
40 g di noci
50 g di zucchero di canna
300 g di pesche
1 mela
70 g di olio di semi spremuti a freddo
1 cucchiaino di cremor tartaro

Procedimento:
Lavate bene la frutta e tagliatela a cubetti piccoli (potete decidere voi se lasciare la buccia o meno… io l’ho lasciata solo su una delle due pesche), dopo di che adagiatela sul fondo di una tortiera ricoperta di carta forno

Frutta a dadini
In un recipiente a parte, mischiate tutti gli ingredienti secchi e la frutta secca tritata grossolanamente. Aggiungete l’olio e lavorate gli ingredienti a mano formando le famose “briciole” che compongono il crumble.

Crumble crudo

Versatele nella tortiera sopra la frutta e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 35/40 minuti (magari usando il grill per gli ultimi 5 in modo che venga ben dorato).

Crumble cotto
Ecco qua, già fatto!
Come avete notato è una ricetta semplicissima, velocissima, e piena di aspetti positivi: oltre ad essere un dolce veramente spaziale – non scherzavo quando dicevo di averne mangiata mezza teglia da sola – grazie alla dolcezza della frutta che si unisce al croccante della frutta secca tostata, è anche ricco di omega 3 (proprio grazie a quest’ultima). Come sappiamo, questi acidi grassi aiutano a prevenire la degenerazione delle cellule cerebrali e ad abbassare il colesterolo cattivo… quindi, come tutte le ricette che prendono spunto da Marco Bianchi, anche questa è buona sia per il palato che per la salute!

Crumble impiattato
Ottimo sia a colazione, che a merenda, che come dessert. Ottimo per far mangiare la frutta ai bimbi riluttanti. Ottimo sia tiepido che freddo. Ottimo per quando si ha voglia di una coccola dolce ma non si ha molto tempo per prepararla. Ottimo per la salute… direi che meglio di così non si poteva fare! Ah sì ecco: è anche senza glutine! ;)
Provate gente, provate questo crumble e non ve ne pentirete…

ps: la versione glutenfree del crumble è poi uscita sulla piattaforma di Marco… io ve la linko, ma non l’ho mai provata. Sulla riuscita della mia invece posso garantire! ;)

 

Muffin senza glutine con bacche di goji

15 giu

Ebbene sì, anche io ho ceduto alla curiosità e mi sono procurata un pacchettino di bacche di goji… ormai immagino le conosciate tutti: sono bacche asiatiche essiccate, diventate popolarissime perchè a quanto pare sono un concentrato di antiossidanti coi superpoteri.

Bacche di goji

Non so se siano effettivamente così potenti come vengono dipinte, ma mangiarne qualche manciata di sicuro non nuoce… peccato che il loro sapore non mi convinca molto. Sono dolcissime, ma lasciano un retrogusto che in qualche modo mi disturba, per lo meno mangiandole così in purezza. I muffin di cui sto per parlarvi sono nati proprio per cercare un modo per mascherare un pochino questa loro caratteristica… e devo dire che ha funzionato! Dolcificano la tortina e, essendo il loro sapore amalgamato con quello dell’impasto, risulta meno stucchevole e più piacevole.

Muffin impiattatiInoltre, come sempre cerco di fare negli ultimi mesi, la ricetta è povera di zucchero e non contiene burro, nè – chiaramente – glutine. Insomma, sono tortine buone, naturalmente dolci, e con un’iniezione di antiossidanti grazie alle bacche di goji!

La ricetta l’ho riadattata usando come base quella dei muffin senza glutine ai mirtilli, quindi non è niente di completamente nuovo… ma ho cambiato il mix di farine e ho cercato di alleggerirla il più possibile!

Ingredienti:
180 g di farina di riso
70 g di fecola
50 g di farina di mais per pasticceria
90 g di zucchero di canna
2 uova
100 g di olio di semi
100 g di banana
10 g di lievito vanigliato
qualche cucchiaio di bacche di goji

Procedimento:
Montate assieme le uova e lo zucchero di canna, aggiungendo un pizzico di sale, finchè il composto non sarà chiaro e spumoso.

Uova montate
In un altro recipiente mischiate le farine e il lievito, poi uniteli alle uova montate, amalgamando bene ed alternando gli ingredienti secchi con l’olio.
Frullate la banana e aggiungetela  al composto, facendo attenzione ad amalgamarla omogeneamente. Infine unite le bacche di goji, mischiate e l’impasto è pronto.

Muffin pronti per essere infornati
Versatelo in dei pirottini da muffin e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti.

Otterrete delle tortine profumatissime, dolcificate più dalla frutta (fresca ed essiccata) che dallo zucchero, con un retrogusto di banana – che ormai amo inserire in tutti i dolci – e vaniglia…

Muffin appena sfornati
L’impasto è compatto ma morbido, con una leggera crosticina esterna grazie – credo – alla farina di mais presente. Ha una consistenza che lo rende totalmente diverso da tanti impasti sbriciolosi senza glutine… provare per credere.
I vostri muffin sono pronti per allietarvi a colazione e merenda… e sono un ottimo modo per far mangiare qualcosa di buono e salutare ai vostri bimbi, oltre che a voi stessi! :)

Interno del muffin

Dolcino con crema pasticcera, pan di spagna e banane caramellate – glutenfree!

3 giu

Vi ricordate la ricetta del pan di spagna senza glutine e senza zucchero? Ecco, vi avevo anticipato che, oltre a gustarmelo così com’era, l’avevo utilizzato anche per preparare un dolcino delizioso… et voila, ci siamo: vi presento il mio bicchiere con pan di spagna, crema pasticcera e banane caramellate! Il tutto, chiaramente, senza glutine come ormai è abitudine per me.

Questo dolce è di una semplicità unica, ed è ottimo per riciclare avanzi di torte o biscotti… poche complicazioni ma tanta resa, sia a livello visivo che – soprattutto – di gusto!
Un concentrato di sapore… da quel giorno sono diventata una fan delle banane caramellate! Ah, per inciso, per caramellarle non ho usato burro o zucchero raffinati, ma sciroppo d’agave… semplicemente perfette. Quasi quasi mi dispiace essermene resa conto solo ora!

Dolcino da vicino

Ma bando alle ciance, passiamo alla ricetta che è meglio.

Ingredienti per 3 porzioni di dolce:
qualche fetta di pan di spagna senza glutine
3 tuorli
30 g di farina di riso
40 g di zucchero
300 g di latte di riso (questo farà rimanere la crema un po’ liquida… se la volete più soda usate il latte di soia o quello normale)1 banana
sciroppo d’agave q.b.

Procedimento:
In un pentolino, scaldate il latte avendo cura di non farlo bollire.

Crema prima della cottura
In un recipiente, montate i tuorli e lo zucchero finché non saranno ben chiari, poi unite la farina di riso. Versate in questo composto il latte caldo a filo e mischiate con una frusta, poi rimettete tutto sul fuoco finché la crema non si sarà addensata.

Crema cotta
Per farla raffreddare senza che si crei la pellicola esterna (che io sinceramente adoro ma è meglio evitarla perchè poi sporzionandola creerebbe dei grumi), versate la crema in un recipiente e copritela con della pellicola trasparente.

Banane e sciroppo d'agave
Tagliate le banane a rondelle di circa mezzo centimetro di spessore e spadellatele irrorandole con sciroppo d’agave. Lasciatele sul fuoco quel tanto che basta per caramellarle – vi renderete conto di quando saranno pronte, perchè assumeranno quel bel colorino di… caramello, appunto!
Per creare le monoporzioni, prendete dei bicchieri di vetro e adagiate sul fondo qualche cubetto di pan di spagna, qualche cucchiaiata di crema, poi un dischetto di pan di spagna, qualche altra cucchiaiata di crema e infine alcune rondelle di banana caramellata.
Ecco fatto, il vostro dolcino è pronto per farvi fare bella figura!

Dolcini di lato

Come ormai avete capito, sto cercando di ridurre al minimo l’uso dello zucchero… qui ne ho messi solo 40 g ma state tranquilli che il dolce non perde assolutamente niente a livello di gusto, anzi! Le banane caramellate con lo sciroppo d’agave danno quel tocco di dolcezza naturale e saporita che rende perfetto il tutto.
Provatele e rimarrete molto piacevolmente stupiti, come è successo a me!

Dolcino dall'alto

Risotto alla parmigiana di melanzane di Sergio Barzetti

25 mag

Chi di voi conosce Sergio Barzetti? Vi ho già accennato a lui una volta, tanto tempo fa ma, a parte questo, sicuramente coloro che guardano la Prova del Cuoco sanno di chi sto parlando… e penso che come me adorino quell’uomo! Ok, lo so, già siete stufi di sentirmi parlare di Marco Bianchi, e ora mi ci metto pure con Barzetti… ma fidatevi: se non lo conoscete provate a cercare qualche sua ricetta, perchè a suo modo anche lui è geniale. E’ un maestro di cucina che gironzola sulla trasmissione di Rai 1 da un pochino, ma quest’anno gli hanno dato molto più spazio… e sono ben felice di ciò! Il suo motto è creare ricette “semplici ma non banali”, e il suo marchio di fabbrica è la foglia di alloro, che non si fa mai mancare in nessuna delle sue ricette.
Quest’anno c’è stato un periodo in cui ha snocciolato ricette secondo me meravigliose una dopo l’altra, senza battere ciglio. Me le sono trascritte tutte e questa è la prima che ho provato.
Ho preparato questo risotto per Pasqua, perchè anch’io che mangio senza glutine volevo un primo “da festa”, elegante e originale allo stesso tempo. Devo dire che ho fatto un’ottima scelta, perchè il risotto alla parmigiana di melanzane ha stupito tutti per il suo equilibrio delicato e per gli ingredienti insoliti.

Risotto da vicino

E allora andiamo con la ricetta… leggermente modificata da me rispetto all’originale, un po’ per scelta e un po’ – ahimè – per necessità che vi spiegherò!

Ingredienti per 6 persone:
480 g di riso carnaroli
2 melanzane
200 g di pomodorini (Barzetti diceva datterini, io ho usato i ciliegini… ma sempre ini sono)
120 g di mozzarella di Bufala
Parmigiano grattugiato q.b.
basilico fresco q.b.
1 scalogno
1 bicchiere di vino bianco
brodo vegetale
1 foglia di alloro
sale
zucchero

Procedimento:
Prima di tutto occupatevi delle melanzane: lavatele ma lasciatele intere, massaggiatele con un filo d’olio ed appoggiatele su una teglia coperta di carta forno. Cuocetele in forno già caldo a 185° per circa mezz’ora, rigirandole di tanto in tanto. Quando saranno cotte, fatele raffreddare, sbucciatele (la buccia si staccherà facilmente da sola), tagliatele a tocchetti e mettetele da parte.

MelanzaneA questo punto potete passare ai pomodorini, che dovranno essere caramellati. Dopo averli lavati, sistemateli in una pirofila e conditeli con sale e zucchero, muovendo la pirofila per farli rotolare in modo che entrambi si appiccichino bene alle bucce dei pomodorini. Cuocete in forno già caldo a 160° per circa 35 minuti, poi mettete anche loro da parte.

PomodoriniTritate lo scalogno e fatelo imbiondire in una pentola con un filo d’olio, poi unite il riso e fatelo tostare. A questo punto potete sfumare con il vino bianco e, dopo che sarà evaporato completamente, iniziare a irrorare il riso con il brodo vegetale (arricchito con la famosa foglia di alloro). Aggiungete i tocchetti di melanzana e portate a cottura.
Intanto, frullate assieme il parmigiano (già grattato) e le foglie di basilico ben asciutte: otterrete così un parmigiano aromatizzato da usare sia per mantecare il risotto che per preparare una cialdina croccante… ecco, qui è entrato in gioco l’imprevisto per quanto mi riguarda. Il procedimento dice di stendere uno strato sottile di questo mix su una teglia coperta di carta forno, e di cuocere fino a che non sarà  diventata bella colorita.

Quella che doveva essere la cialdina

Peccato che io mi sia distratta e l’abbia fatta bruciare, la mia meravigliosa cialdina parmigiano e basilico! Ma voi state attenti e non fatelo… io ho comunque recuperato in corner con una cialdina di solo parmigiano, preparata nello stesso modo, ma sono sicura che l’altra sarebbe stata ancora più perfetta.
Anyway, a parte questo piccolo dettaglio, quando il riso sarà pronto spegnete il fuoco e mantecatelo con la mozzarella di bufala tagliata a cubetti e con la restante parte di parmigiano aromatizzato al basilico (quella che non avete bruciato… o usato per fare la vostra cialdina).
A questo punto siete pronti per impiattare: versate in ogni piatto un mestolo abbondante di risotto, decorate con qualche pomodorino caramellato e con un pezzetto di cialda di parmigiano.

Risotto finito

E’ davvero una ricetta semplice ma non banale, piena di spunti interessanti che si possono riprendere anche per altre preparazioni. In più, il fatto di poter preparare le verdure e la cialdina in anticipo fa sì che sia un piatto adatto anche per essere preparato in grosse quantità per tanti commensali… effettivamente, basta mettere le verdure in forno e fanno tutto da sole!
Quanto al sapore, il verdetto è stato all’unanimità positivo e, anzi, oserei dire entusiasta. Il gusto è perfettamente equilibrato e nell’insieme delicato, con picchi di intensità quando si incontra la bufala filante. La presenza del basilico lo “rinfresca”, poi ci sono la croccantezza e la sapidità della cialdina… insomma è un mix di sapori che non ti aspetti e che si sposano benissimo uno con l’altro.
Detto questo, mi è venuta l’acquolina in bocca… buon risotto a tutti!

Polpette di quinoa e verdurine

19 mag

Inizio subito con lo specificare che in realtà le mie polpette, oltre alla quinoa, contenevano anche miglio e amaranto – per questioni “organizzative” (leggasi: non avevo abbastanza quinoa, ma nemmeno abbastanza miglio per coprire la carenza di quinoa, quindi ho aggiunto anche un pochino di amaranto per arrivare alla quantità giusta. Meglio no? Sono ancora più ricche!

Secondo appunto: la ricetta è sempre del mitico Marco Bianchi, che ormai popola la mia vita culinaria coi suoi buoni consigli e spunti originali.
Queste polpette le ho viste spesso qua e là, postate su Facebook o siti vari, e ho sempre voluto prepararle… ma, come spesso (mi) accade, ho dovuto rimandare per mancanza di tempo. Quando sono finalmente riuscita a trovare un attimo per prepararle, ne ho fatte in abbondanza e me le sono surgelate, pronte per essere mangiate in ogni momento!

Polpette su nido di lischi

Come tutte le ricette di Marco Bianchi, anche questa oltre a essere buona per il palato lo è anche a livello nutritivo: quinoa, miglio e amaranto sono “cereali-non-cereali” ricchissimi di proteine vegetali, il curry aiuta la digestione, è antinfiammatorio ed è fonte di antiossidanti, poi ci sono le vitamine delle verdure fresche…. insomma non manca niente.
Oltretutto è adatta per celiaci, vegetariani ma anche vegani. Volete qualche altro motivo per diventare fan di queste polpettine?

Ecco la ricetta!

Ingredienti:
300 g di quinoa (o un misto di quinoa, miglio e amaranto come ho fatto io)
100 g di carote
100 g di zucchine
200 g di pane grattugiato senza glutine (o di farina di mais)
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
curry in abbondanza
prezzemolo
sale
pepe

Procedimento:

Quinoa, amaranto, miglio
In una pentola, fate bollire una quantità di acqua doppia rispetto a quella della quinoa che dovrete cuocere. Appena raggiunto il bollore, versate la quinoa e aggiungete il curry a vostro piacimento (io ho abbondato… adoro quel mix di spezie!). Fate cuocere per 12/15 minuti.

Carote e zucchine a cubetti
Tagliate a cubetti piccoli le verdure. Fate saltare in padella la carota con un po’ di sale, poi aggiungete le zucchine, il pepe, due cucchiai di olio e il prezzemolo (questi ultimi a fine cottura).

Carote e zucchine saltate in padella
Quando la quinoa sarà cotta, lasciatela raffreddare e non fidatevi del suo aspetto appiccicaticcio: passatela un secondo col frullatore ad immersione per ridurla un pochino di più a una pappetta – io non l’ho fatto pensando fosse un passaggio superfluo, ma poi le mie polpette si sgretolavano solo a guardarle.
Dopo averla frullata, aggiungete le verdure e due cucchiai di olio a crudo.

Impasto polpette e pangrattato gf
Con questo composto, preparate le polpettine e passatele nel pangrattato (o nella farina di mais). Disponetele su una teglia foderata di carta forno e cuocetele in forno già caldo a 200° per 20 minuti.

Polpette pronte per essere infornate
Potete servirle accompagnandole con una salsa di pomodoro e curry (chi l’avrebbe mai detto che questi due sapori si sposassero così bene?!) o con verdure cotte – nel mio caso lischi lessati e conditi con sale, limone e olio.

Polpette cotte

Come ho fatto io, se vi avanzano delle polpette potete metterle in freezer per averle già pronte all’occorrenza. Una scaldatina in forno o al microonde ed eccole pronte all’uso!

Polpetta aperta

Mi sono innamorata di questa ricetta, credo sia veramente da provare e poi da fare e rifare… complimenti e grazie ancora a Marco Bianchi!

Pan di spagna senza glutine e senza zucchero

28 apr

Oggi torno a proporvi un dolce in linea con la dieta che sto seguendo negli ultimi mesi: pan di spagna senza glutine e senza zucchero!
Stavo cercando la ricetta per una torta soffice da mangiare la mattina a colazione, e mi sono imbattuta in questa. Con le mie solite modifiche l’ho preparata e… magia! Stavolta la consistenza era veramente perfetta!
Ovvio, si tratta di un pan di spagna quindi è un po’ asciutto, ed essendo senza zucchero è anche poco dolce, ma a me andava benissimo lo stesso… e comunque si presta perfettamente ad essere farcito, anche perchè resta piatto durante la cottura, quindi ben venga. Sicuramente da rifare!

Pan di spagna dall'alto

Ingredienti:
110 g di farina di riso
90 g di fecola
5 uova
160 g di malto di riso
1 bustina di lievito vanigliato
1 pizzico di sale
farina di cocco q.b.

Procedimento:

Ingredienti liquidi e secchi
In un recipiente, mischiate la farina, la fecola e il lievito. In un altro contenitore, montate le uova con un pizzico di sale, finchè non saranno molto spumose e ben chiare. Aggiungete poi il malto e continuate a mixare. Infine, a poco a poco, versate nel composto gli ingredienti secchi continuando ad amalgamare con le fruste finchè il composto non sarà ben liscio.

Torta pronta per essere inforntata
Dopo aver messo l’impasto in una tortiera (foderata di carta forno oppure imburrata e infarinata con farina di riso), ricopritelo con una spolverata di farina di cocco – che potete anche evitare, soprattutto se poi volete farcire il pan di spagna: io l’ho aggiunta per dare un tocco dolce e caratteristico in più.
Cuocete a 180° per circa 20 minuti, poi sfornate e lasciate raffreddare.

Torta appena sfornata

Vi giuro, dopo i vari esperimenti gluten free che ho fatto, non ci potevo credere quando ho constatato la consistenza di questa torta! Un vero pan di spagna come dio comanda… finalmente!

Fetta di pan di spagna
Che poi, dopo qualche giorno non ho resistito e l’ho inserito in un dolcino super godurioso con le banane caramellate… ma quella è un’altra storia, che vi racconterò prossimamente. ;)
Per ora, buon pan di spagna a tutti!

Crema di peperone al curry

12 apr

Vi ricordate dei crostini con i peperoni arrostiti di cui vi avevo parlato? Ecco, in quel post accennavo anche a una crema realizzata con gli stessi peperoni, prima di marinarli… e quindi eccola qua!
Dico subito che questa ricetta non è mia ma di Marco Bianchi, più volte da me citato perchè ho imparato a conoscerlo e lo adoro, cerco spesso di seguire i suoi consigli e di preparare cibi “belli e buoni”.

Salsa impiattata
In questo caso, sempre per la famosa cena a due, ho pensato di fare una versione alternativa e salutare della salsa messicana, per poi abbinarla a dei nachos (di farina di mais bianco, senza glutine e meravigliosamente buoni!).
La ricetta di Marco Bianchi mi ha ispirato subito, l’ho modificata solo leggermente e tadaaaaaaaaaaan: si è rivelata strepitosa e adattissima all’abbinamento pensato!
Fra l’altro è di una semplicità incredibile, quindi da fare e rifare, per riempirsi di carotenoidi, potassio e vitamina C… ma anche di gusto!

Ingredienti:
4 grosse falde di peperoni arrostiti (anche surgelati vanno bene, basta lasciarli scongelare e scolarli dall’acqua che produrranno)
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
100 g di yogurt greco magro
1 cucchiaino (anche abbondante) di curry
1/2 scalogno
1 pizzico di sale

Procedimento:

Ingredienti per la crema
Niente di più facile: mettete tutti gli ingredienti in un contenitore e frullateli… fatto!

Salsa al peperone
A questo punto potete impiattare la crema come ho fatto io, se volete una presentazione “mexican style” d’effetto, oppure usarla – come suggerisce Marco – per condire crostini o riso venere… ma potete anche inventare voi nuovi utilizzi.

Salsa e nachos

Che ne dite? Non è l’antipasto perfetto per le cene estive che stanno per arrivare?
Io credo che d’ora in poi terrò sempre in freezer qualche peperone arrostito… non si sa mai! :D

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